Il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) si caratterizza per l’esistenza di due aspetti fondamentali già descritti nel nome stesso: l’ossessione e la compulsione

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Funzionamento

L’ossessione è un pensiero ricorrente, considerato inaccettabile dalla persona stessa ed è tipico che inizi con un “se”; un esempio, descritto nel racconto, è “se un giorno mi scoprissi gay?, oppure “se avessi l’istinto di picchiare il mio cane oppure un amico?”. L’aspetto fondamentale non riguarda il tipo di pensiero (dopo tutto è normale chiedersi se mai potremmo ferire un nostro amico a quattro zampe o scoprirci gay), piuttosto quanto tempo il pensiero occupi la nostra giornata. Nel momento in cui un pensiero è tale da non permetterci di realizzare i nostri obiettivi, togliendoci tempo ed energie,probabilmente potrebbe trattarsi di un’ossessione.

La compulsione è a tutti gli effetti una rassicurazione. Riprendendo l’esempio “se un giorno mi scoprissi gay?”, ho cercato conferme ripensando al passato, cercando possibili segnali a cui non avevo dato importanza; oppure provavo a capire se mi piacessero ancora le ragazze o provassi attrazione nei confronti dei ragazzi. Questo tipo di comportamenti nasce con l’obiettivo di poter avere una conferma e poter allontanare la minaccia, ossia che un giorno possa verificarsi quella situazione tanto temuta. Normalmente la compulsione genera uno stato di calma ed i pensieri ossessivi tendono a diminuire; purtroppo la calma è molto spesso temporanea e presto le ossessioni si ripresentano.

A distanza di tempo si crea un circolo vizioso: l’ossessione mi ricorda della minaccia di “potermi scoprire Gay”; si genera uno stato d’ansia, al quale rispondo con una rassicurazione. Per un momento mi calmo, ma ecco che ritorna un altro pensiero ed una nuova rassicurazione, fino a che non sono troppo stanco per poter reagire. Nel frattempo la giornata è volta al termine e mi rendo conto di aver concluso poco.

Il beneficio del Disturbo Ossessivo Compulsivo

Sembra assurdo, ma esiste un vero e proprio beneficio. Il disturbo rappresenta uno strumento con il quale sono stato in grado di gestire una mia difficoltà: accettare di convivere con una sensazione sgradevole. Riprendendo nuovamente l’esempio “se mi scoprissi Gay?”, se ciò fosse accaduto realmente sarei stato costretto a confrontarsi con una serie di possibili pregiudizi, rifiuti ai quali non avrei saputo come reagire; mi sarei potuto sentire solo, escluso, ferito. Per questa ragione il funzionamento del DOC, prima che si estremizzasse, mi ha consentito di tenere le distanze dalle sensazioni sgradevoli, proteggendomi accuratamente.

Il costo del Disturbo Ossessivo Compulsivo

Come già accennato prima, il costo del DOC consiste nel tempo che ho dedicato nel rimuginare o rassicurarmi pur di rimanere lontano da ciò che più temevo. Normalmente ci si accorge di ciò quando il circolo vizioso è così ampio da impedire di rimanere adeguatamente concentrati sulle attività di tutti i giorni. Ecco che si smette di studiare, oppure di uscire o lavorare. Infatti, se uno dei timori risulta essere il confronto con un certo tipo di persone, la rassicurazione può consistere proprio nel evitamento di quest’ultimo. Si capisce bene come nel tempo ciò crei un impoverimento delle relazioni e della qualità della vita.

Guarigione

Come è accaduto nel mio caso, l’esasperazione del circolo vizioso porta a chiedere un aiuto. La figura del terapeuta risponde proprio a questa esigenza; il trattamento più efficace risulta essere quello cognitivo-comportamentale. Attraverso una serie di colloqui, si prende consapevolezza del funzionamento del disturbo, si capisce il costo delle rassicurazioni e confidenza con le sensazioni negative tanto temute. E’ un processo che richiede tempo, molta pazienza, tanto esercizio personale. E’ possibile migliorare la qualità della vita, davvero.