Giovane adolescente

Se dovessi ripensare alla mia prima esperienza con alcuni dei miei pensieri ossessivi, ho sempre in mente una scena: io, giovane adolescente quindicenne, nei primi approcci con le ragazze.

Il timore del rifiuto

Sono stato il tipico ragazzino con gli occhiali fin dalle medie, non avevo ancora chiaro uno stile con il quale vestire ed iniziavano le prime attenzioni nei confronti delle ragazze.

Saranno stati gli occhiali, i miei capelli ricci che non sopportavo, il vestire non alla moda, ma non mi sono mai sentito tranquillo nel relazionarmi con le ragazze; ho sempre temuto il loro giudizio e ammetto che già non godevo di molta autostima.

Penso che il nodo della questione sia sempre stato il “timore del rifiuto”; l’idea che una ragazza mi potesse dire “no” mi gettava nello sconforto e un qualsiasi giudizio esterno lo ritenevo sempre unico, vero ed inopinabile. Per me lo sconforto consisteva nel sentirmi sbagliato, non adatto e di conseguenza solo.

Un episodio

Mi ricordo di un pomeriggio nel quale un mio amico mi avevo invitato ad uscire assieme a due ragazze; l’idea era di trovarci all’interno di un centro commerciale delle mie zone e passare la serata al bowling; la cosa mi gasava molto, ma rimaneva la questione “potrò essere rifiutato?”. Tra un discorso e l’altro chiesi al mio amico “prova ad inviarle una mia foto e chiedi cosa pensano di me”; per me è stato un gesto istintivo e di protezione. Dopo tutto, se avessi ricevuto un parere positivo avevo la sicurezza di poter stare tranquillo e passare una buona serata; contestualmente, il non buttarmi senza avere prima un parere, mi ha spesso impedito di fare quella buona esperienza nel ricevere un “no”.

Questo episodio, a distanza di anni, mi ha fatto molto riflettere e pensare che alcuni miei meccanismi esistevano molti anni prima rispetto al fatidico 2009, nel quale ho provato forti pensieri ossessivi descritti nel mio racconto.

Conclusioni

Nel rielaborare i miei primi episodi nell’approccio con le ragazze, sono conscio di come le mie strategie di prevenzione abbiano avuto in sé dei limiti nel lungo periodo; contestualmente comprendo anche che mi abbiano permesso di gestire quei miei momenti di forte crisi.